Top Of The Lake

Pubblicato il 16 Mar 2013 in S-Z

TopOfTheLakLa dodicenne Tui Mitcham, figlia di Matt Mitcham, arrogante boss del circondario, e della sua terza moglie, una barista tailandese, s’infila nelle acque gelate di un lago montano, cercando la morte. Recuperata in tempo, finisce alla polizia, dove si scopre che è incinta di cinque mesi ma non ha intenzione di rivelare il nome del padre. La giovane detective Robin Griffin, che ha lasciato l’America per fare ritorno per un periodo nel paese d’origine, assume il caso di Tui, prendendolo a cuore. Ma la ragazzina scompare nel nulla. Robin si mette sulle sue tracce e, addentrandosi nella conoscenza delle persone del luogo, si rende presto conto che trovare Tui significa anche e soprattutto scoprire se stessa e una parte di sé e del proprio passato tenuta a lungo nascosta.
Sei episodi, scritti da Jane Campion e Gerard Lee e diretti dalla Campion in alternanza con Garth Davis, nei quali mistero, violenza, femminismo, fiducia, disonestà, sangue e libertà si confrontano, negli spazi meravigliosi della Nuova Zelanda più selvaggia e refrattaria alla legge degli uomini. La natura e l’umanità si mischiano come in un tao e rappresentano un universo nel quale il paesaggio ha in sé qualcosa di umano e i suoi abitanti possiedono qualcosa della fierezza e della crudeltà della natura.
“Paradise” è il nome della riserva incontaminata che costeggia le torbide acque lacustri e nel quale si sono insediate G.J., una strana guru, e il gruppo di donne scappate da situazioni famigliari o sentimentali difficili che la segue, ma è un paradiso dal retroscena speculare e ironico. Da sempre, fin dal suo primissimo cortometraggio, infatti, la Campion fa del paesaggio un’arma a doppio taglio, uno strumento di suspence come pochi, che fa vibrare con la sola forza delle immagini e del suono, senza mai commentare con un dialogo di troppo (e in televisione non è certo la prassi), e lo stesso accade con questo specchio d’acqua, che toglie e restituisce a piacimento ed è avvolto da un’eloquente foschia.
Il primo episodio, firmato dalla regista, non solo traccia le coordinate estetiche e morali del dramma e inaugura il giallo, ma propone un paio e più d’inquadrature che si trasformano in emozione immediata e si fermano nella memoria, verrebbe da dire per sempre. Ai restanti episodi il compito di non essere da meno, aggiungendo elementi senza perdere atmosfera, incrementando di pari passi l’enigma e le tracce utili al suo disvelamento. Quello che è certo è che, come nella miglior produzione marchiata Jane Campion, il centro di ogni cosa è il desiderio. Non quello caldo e pericoloso “In the Cut”, né tanto meno quello bollente, giovane e sudato di “Holy Smoke”, ma questa volta un desiderio accantonato e represso, che riaffiora prepotente e feroce dal freddo in cui è stato relegato. Un desiderio femminile, magmatico e sconosciuto, impenetrabile e tutt’altro che trasparente, esattamente come il fondo del lago che lo evoca e lo ospita…

 

Prima Stagione SubITA

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Prima stagione ita
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  • Valentina Forlani

    perchè non riesco a vedere la sesta puntata?