The Black Dahlia

Pubblicato il 04 Gen 2014 in Drammatico
Filmato SD
Trailer

imm (14)Lee Blanchard e Bucky Bleichert sono poliziotti nella Los Angeles del 1947. Ex pugili in categorie differenti si incontrano e si scontrano sul ring e nella vita, dove condividono una donna e un’ossessione. La prima è la bionda e raffinata Kay, compagna di Blanchard e prostituta riabilitata, la seconda è Betty Ann Short, la Dalia Nera, prostituta perduta perché assassinata e orribilmente mutilata sotto le lettere che comporranno il suo epitaffio (Hollywoodland). La ricerca dell’assassino della Dalia, braccato e scovato sotto la polvere di stelle della città degli angeli, condurrà i due investigatori lontano da qualsiasi forma di moderazione emotiva e professionale. Ombre del e dal passato e amori illeciti dal sapore necrofilo finiranno per consumarli e per determinarne la sorte, opposta come il ghiaccio e il fuoco.
Lo squilibrio e l’irrequietezza degli antieroi creati dalla penna noir di James Ellroy tracima nella trasposizione cinematografica di Brian De Palma che apre la 63° edizione del festival del cinema di Venezia. Se il cinema dell'”intoccabile” De Palma mantiene tutta la sua eleganza geometrica, regalando alla sua storia un altro superlativo scavalcamento a scoprire, dietro le palazzine di Los Angeles, il corpo straziato della sua Dalia, dall’altra parte sembra smarrire la sua straordinaria capacità narrativa. Raffinato esteta della messa in scena, il regista americano tradisce un’imbarazzante, perché inspiegabile, mancanza d’intendimento. Lo straordinario romanzo di Ellroy, necessariamente compresso in centoventi minuti e liberamente aggiornato nel suo epilogo, investiga su un crimine restituendo l’affresco di un’epoca, quella del dopoguerra, e i ritratti degli uomini e delle donne che lo avevano subito o agito. La sua rilettura per lo schermo è incapace di prendere una direzione esplicita e finisce per scontentare sia i lettori del romanzo, questo è congenito, sia coloro che ignorano le pagine di Ellroy, questo è invece spiacevole. Il racconto è lacunoso: troppe omissioni o troppe informazioni, troppe piste intraprese e poi smarrite, sprecate in un finale spiegato in due battute.
I punti di forza, come quelli lirici ci sono e non mancano di incantare: la Los Angeles fine anni Quaranta ricostruita in Bulgaria da Dante Ferretti; la straordinaria Dalia di Mia Kirshner, fragile e vulnerabile come la Vivien Leigh di Un tram che si chiama desiderio, seducente e civettuola come la sua Scarlett, di cui pronuncia alcune battute in un inserto del film; l’interpretazione di Aaron Eckhart, farabutto e gentiluomo come il capitano Rhett Butler di Clark Gable, che toglie ogni speranza al più giovane e immaturo Josh Hartnett. Colpo di grazia è pure l’inserzione de L’uomo che ride di Paul Leni, film muto del 1928 che sostituisce e traduce in immagine L’Homme qui rit di Victor Hugo, citato da Ellroy nel suo romanzo e chiave decisiva per lo scioglimento della trama. Scarlett Johansson e Hilary Swank sono invece fuori parte e fuori tempo, almeno quello del divismo e del cinema d’oro che iniziò quando Hollywood perse la Dalia, la testa e la Land. Fonte Trama

Versione: DVDRip – Qualità: A.10 – V.10

Streaming:
Nowvideo
Videopremium
Vk

Download:
Nowdownload
Rapidgator