Scusa Ma Ti Voglio Sposare

Pubblicato il 08 Feb 2010 in Romantico
Filmato SD
Trailer

Niki e Alex stanno felicemente insieme nonostante la differenza d’età; lei frequenta l’università, lui è un pubblicitario di successo. Mentre i suoi amici disintegrano la loro vita amorosa col tradimento o con l’indifferenza, Alex si convince a chiedere Niki in sposa, durante un weekend a Parigi. Entusiasta, la ragazza finisce però nelle grinfie delle future cognate, che le rubano i preparativi. Delusa e stressata, Niki lascia Alex e va in vacanza ad Ibiza con Guido, un coetaneo che la corteggia.
Anche sorvolando alla massima velocità sul deserto del plot, in Scusa ma ti voglio sposare, scritto e diretto da Federico Moccia sull’onda del successo di Scusa ma ti chiamo amore, resta comunque arduo scorgere un’oasi dove trovar conforto all’arsura. Appurato che Raul Bova può fare la commedia romantica, manca ancora all’appello il secondo termine dell’affermazione: un copione, un’idea, un sentimento.
Il sequel alza lo sguardo dal mondo dei diari scolastici su quello dei quarantenni per i quali il bello del matrimonio è condividere un brodino caldo e un bel film e non c’è miglior regalo di compleanno o di Natale di una prostituta di colore; dove le ragazze hanno lingue che sembrano “sciarpette de Fendi”, i libri di poesia non hanno un titolo e o si trasgredisce o si è delle mummie, o il punk o il clavicembalo. Certo Niki e Alex sono pensati per fare la differenza, camaleonti in grado di non sfigurare in nessun dove, di colorarsi di (finta) eleganza nel castello dei genitori di lui, di cuore-sole-amore sulla spiaggia e soprattutto di nulla, a contatto col nulla. Eppure sono proprio loro gli alfieri del vero cattivo gusto del film, quelli che sfuggono all’alibi dell’esagerazione o della semplificazione richieste dalla commedia, e ci stordiscono con un video amatoriale da Parigi che è un’arma di distruzione di massa.
Per scelta o per forza di cose, l’uso che Moccia fa del linguaggio audiovisivo è prescolare: quando si vede un cane parte la canzone del cane, quando lei dice “è finita” la colonna sonora ripete “è finita…”, quando piove la musica intona “piove…”; e la sofisticheria è quella di affidare la battuta che dà il titolo al film ad una scritta al neon. È quasi un’autodenuncia di impronunciabilità, così come sono dei boomerang i mille momenti in cui i personaggi sbottano in un “che palle!”.
Fungono da cinture di sicurezza, che attutiscono l’impatto, i bravi Cecilia Dazzi e Pino Quartullo e la bella Beatrice Valente Covino nei panni di Olly, una delle amiche della protagonista la cui storia è esilissima ma almeno non è quella di una ragazzina incinta. Quella tocca all’altra amica.. Fonte trama

Versione: DVDRip
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  • marzia

    hahahahaah!!!

  • francesco

    nowvideo si vede malissimo.. putloker e vk rimossi …