Ring 0: The Birthday

Pubblicato il 05 Ott 2013 in Horror
Filmato SD
Trailer

8019824906568Diceva la leggenda metropolitana che c’è una videocassetta che se la vedi, entro una settimana muori. E c’è un nastro con delle registrazioni che se le senti, entro una settimana muori. Per non parlare del telefonino che se ci parli, entro una settimana muori.
In attesa dell’ombrello che se lo apri, entro una settimana muori, e del bicchiere che se ci bevi, entro una settimana muori, diciamo due parole su questo Ring 0: Birthday, dove c’è uno spettacolo teatrale che se lo vedi, entro una settimana muori.
Chiariamo subito che il film è più estremo della leggenda metropolitana, e cioè chi lo vede dovrebbe morire (di noia, quantomeno) entro la fine del primo tempo. Dice la stessa leggenda metropolitana che sono una decina gli spettatori che sono riusciti a vederlo tutto, ma sono purtroppo morti entro una settimana.
Chi scrive è tra questi e, in attesa che la settimana sia trascorsa, prima che giunga il fatidico momento, ha premura di puntualizzare che di porcherie di tanto infimo livello ne aveva viste veramente poche, finora. Sconclusionato, privo di qualsiasi motivo d’interesse, mal recitato, mal diretto, banale, ripetitivo, la porcheria in oggetto ha inoltre la biasimevole colpa di bruciare quel poco di affascinante che i suoi predecessori avevano regalato: andando a raccontare la storia di Sadako, la ragazzina dai poteri malefici che diede inizio alla mortale catena, spiegando ciò che non andava spiegato, il men che mediocre Tsuruta priva il film di tutto (ma proprio tutto) il potenziale orrorifico o anche solo vagamente inquietante, mettendo in pericolo la credibilità dell’intera saga.
Povero Tsuruta: è evidente che non avesse nessuna voglia di fare un horror, ma che invece gli sarebbe piaciuto girare un Chorus Line nipponico (grazie a Dio non glielo hanno fatto fare…). Deve essersene accorto lui stesso, perché la scena iniziale, l’unica in cui si accenna alla videocassetta settimanale, è clamorosamente posticcia e piazzata come unico indizio che aiuti a capire che questo film ha a che fare con Ringu. Da notare, nello schifo generale, che il film incita alla discriminazione e alla giustizia sommaria. Incivile, oltre che squallido. Evitatelo come la peste.
Ah, dimenticavo, c’è una recensione che se la leggi, entro una settimana muori. Fonte

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