Punto d’Impatto

Pubblicato il 30 Apr 2011 in Thriller


Gavin sta in bilico sul cornicione di un palazzo, deciso a gettarsi nel vuoto entro mezzogiorno. Lo raggiunge Hollis, poliziotto esperto nel mediare situazioni del genere, che ha da poco scoperto una terribile verità sulla propria vita privata. Dal dialogo tra i due uomini conosciamo le motivazioni dell’ateo Gavin, innamorato di Shauna, moglie di Joe, un fondamentalista cristiano che ha posto il rivale davanti ad un ricatto micidiale.
Punto d’impatto parte da un’idea forte, da un cliffhanger tanto pratico quanto teorico che immette la narrazione su un binario teso, di certo difficile da percorrere fino in fondo. Come spesso accade con le storie in cui l’inizio e la fine si toccano, lasciando al corpo del film il compito di spiegarne le cause, un montaggio di flashback ad incastro descrive prevedibilmente le azioni dei protagonisti, gli incontri, le vicende pregresse al punto di rottura. A ventitré anni dall’ultima regia – l’interessante e dimenticato Urla di mezzanotte con Jennifer Jason Leigh –, lo sceneggiatore Matthew Chapman torna dietro alla macchina da presa con un thriller dalle ambizioni filosofiche in cui ognuno incarna un’idea, o meglio un peculiare modo di intendere la vita. Così, lo sgradevole fondamentalismo cristiano di Joe e l’ateismo di Gavin risultano presto i due punti tra cui oscilla Shauna, moglie del primo e amante del secondo, fragile, appassionata e dal passato tumultuoso. L’intenzione di produrre un lavoro in cui i moduli del racconto a suspense s’incontrano con il dramma psicologico cozza però con una costruzione dei personaggi che finisce con l’appiattirli a simboli, nonostante l’evidente sforzo, avvertibile nei dialoghi, di dotarli di un qualche spessore. Dal quartetto si discosta Joe, ben interpretato da Patrick Wilson, cui spetta la parte di uno strano cattivo che agisce mediante una logica ferrea, forte di una fede cui crede di poter piegare l’esistenza degli altri. Già sceneggiatore di La giuria e di Giochi da adulti di Pakula, inaspettatamente, Chapman funziona meglio come regista che come autore di uno script in cui il disegno poco si amalgama alla progressione e gli obiettivi prefissi si perdono dietro ad un eccessiva mole di spunti. Molto buona la direzione degli attori…

 

Versione: DvdRip – Qualità Video:10 – Audio:10
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