Passion

Pubblicato il 08 Lug 2013 in Drammatico

imm (18)Isabelle è una giovane creativa che lavora alla campagna di uno smartphone. Entusiasta e brillante è però vessata da Christine, superiore bionda e letale, che ne intuisce e sfrutta il talento. Arrogatasi un’idea di Isabelle, fa carriera umiliandola pubblicamente e seducendola nel privato. Isabelle si difende assumendo antidepressivi e frequentando sessualmente uno dei suoi amanti. Scoperta la liaison, Christine dichiara guerra e vendetta all’intraprendente dipendente che soccombe molto presto alla depressione e ai colpi bassi. Una notte, mentre Isabelle è a teatro a vedere un balletto, Christine viene barbaramente assassinata nel suo appartamento. Isabelle è la prima sospettata.
Il cinema di Brian De Palma non è oggetto che abbia a che fare con nuove visioni. Nei suoi film, sembra intendere da sempre il regista, non c’è più nulla da vedere ma molto da rivedere. Eppure a (ri)guardare bene c’è sempre uno scarto che fa la differenza, rendendo ogni nuovo film di De Palma irresistibile. Passion produce allora il dettaglio che seduce e stordisce, inchiodando lo spettatore alla poltrona a guardare di nuovo. Ribadendo l’estetica della ripetizione e del recupero il regista americano rilegge il tema del doppio sia nella prospettiva del rapporto gemellare, sia in quella della relazione professionale tra colleghe che coabitano nello stesso ambiente, sia ancora in quella schizofrenica tra personalità che convivono nella stessa mente. L’io e l’altro, il noto e l’ignoto, il familiare e il perturbante si perdono e confondono in una trama di relazioni drogate, dove le protagoniste di Rachel McAdams e Noomi Rapace rischiano di cedere al proprio doppio i segni distintivi dell’esistente, di svuotarsi di sé e di esistere soltanto altrove, magari in un sogno, dentro un incubo o un delirio di onnipotenza. Nello stile del più puro manierismo visivo De Palma non affonda mai, sclerotizzando lo sguardo su corpi femminili fortemente sessuati ma mai attraversati dalla passione del titolo. Liberamente ispirato al Crime d’amour di Alain Corneau, Passion non può essere tuttavia liquidato come thriller sbagliato. Dietro l’apparente ingenuità, dietro ai virtuosismi e alle sottolineature espressionistiche, Passion dice (ancora) della visone indiscreta, del sogno nel sogno, aggiornandoli ai nuovi media perché è il medium con cui si ripropone una storia o un’idea a cambiare le carte in tavola. Che si riferisca di una missione impossibile, di un omicidio o di una guerra (Redacted), a contare per l’autore non è solo quel che si mostra ma come lo si mostra.
Passion apre allora sulla mela logo della Apple dietro alla quale agiscono due femme fatale disposte a tutto pur di morderla e godere un boccone di successo. MacBook Air, iPhone, telecamere a circuito chiuso forniscono a De Palma la possibilità di orchestrare sguardi, l’uno dentro all’altro, manifestazioni di un mondo dominato da riscontri oggettivi. Privacy e incolumità, fisica ed emotiva, vengono messe continuamente a repentaglio dallo strapotere delle nuove tecnologie che ci spiano, trasformandoci da soggetti a oggetti della manipolazione. Come Isabelle rischiamo allora di perdere il controllo percettivo degli eventi, svelandoci. Ed è questo a fare davvero paura dentro un thriller che ha cambiato vestito ma uccide con la medesima (e sofisticata) determinazione.

Versione: DVDRip – Qualità: A.10 – V.10

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