La scuola è finita

Pubblicato il 09 Apr 2014 in Drammatico

imm (6)Roma, Istituto Pestalozzi. Nella porta dell’aula c’è un buco dove si possono scrutare alunni che bivaccano invece di studiare, che spacciano invece di ascoltare. Uno di loro, Alex Donadei, arriva al quinto piano e sotto l’effetto delle “paste” si getta giù, ma è illeso. A combattere questo declino, nella selva di insegnanti burocrati e annoiati, ci sono anche la professoressa Quarenghi e il professor Talarico supereroi imperfetti per i loro problemi personali ma che vedono la bellezza anche in mezzo ai mostri e cercheranno di salvare Alex da genitori irresponsabili, da un vita fallita.
La scuola è finita è il grido liberatorio per molti ragazzi quando inizia l’estate, ma per l’ultimo film di Valerio Jalongo è anche un augurio sulla fine di un sistema attuale che più che di istruzione è di distruzione. Fisica, quelle di istituti sfasciati per occupazioni dettate solo dalla noia, quella simbolica di un’Italia che si dimentica della sua forte identità culturale.
Valeria Golino e Vincenzo Amato, i due professori coraggio, tornano al lavorare insieme dopo Respiro, e replicano un bel duetto interpretativo completato dalla buona prova emergente di Fulvio Forti, Alex Donadei. Jalongo passa dal riprendere lo spaccato di cultura italiana col taglio documentaristico di Di me cosa ne sai a quello di fiction realista del suo ultimo film, ma pur con un lavoro musicale interessante che mixa brani di band liceali, Eric Clapton, la sapienza di Paolo Buonvino e l’energia di Francesco Sàrcina de “Le Vibrazioni”, La scuola è finita è squilibrato, indefinito.
Si sente pulsante la preoccupazione di Jalongo ma l’intensità si disperde in una disorientante divisione in capitoli, come didascalici libri di testo, e soprattutto in un campionario di gioventù bruciata già vista. Il già visto fagocita e fa implodere la piega più interessante del racconto: La scuola è finita poteva essere uno dei pochi film che si spostano sul punto di vista dei professori e non solo degli alunni figli e vittime del degrado periferico. Poteva essere un racconto sull’ umanità di un ruolo così difficile ma fondamentale come l’insegnante, dove è facile sbagliare e esser subito condannati se si va al di la del consiglio dei docenti, delle ore pagate e degli scrutini affrettati in aule fatiscenti. Ma è una via del racconto tardiva e la scuola finisce così con piccole speranze all’ombra di un pessimismo non approfondito. Fonte Trama

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Versione: DVDRip – Qualità: A.10 – V.10

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