Il Sesso Aggiunto

Pubblicato il 06 Ago 2012 in Drammatico

Alan è un tossicodipendente che non vuole smettere di farsi di eroina. Sta con Laura, una giovane borghese crollata nel mondo della droga, frequenta Valentino, malato di Aids e prossimo alla morte, e passa del tempo con la madre e la sorella, più che altro per spillare qualche soldo per comprare la ‘roba’. Quando incontra un vecchio amore, Nancy, appena uscita dalla comunità, comincia a riflettere sulla sua squallida esistenza, fatta di continue contraddizioni, rimandi e vecchi rancori mai sopiti.
Raccontare la quotidianità di un tossicodipendente è un’impresa impossibile, non solo perché chi non ha vissuto quella particolare esperienza rischia di sradicarla dalla realtà delle cose, ma anche perché la routine dell’astinenza alternata alla soddisfazione dei sensi data dalla ‘pera’ segue un andamento ondivago e mutevole. Difficile trovare, in quel marasma di emozioni estreme e disorientate, uno sguardo lucido e razionale, una voce sghemba che, al di sopra di tutti, sia in grado di osservare e raccontare ciò che vede. Il protagonista de Il sesso aggiunto è colui che dipende da “lei” (così tutti i personaggi chiamano in continuazione l’eroina, quasi a sottolineare quanto rappresenti un sostituto del calore umano) ma allo stesso tempo sembra esserne svincolato, non del tutto schiavo del suo potere risanatore. Da questo punto di vista Alan riflette e scrive molto, è un intellettuale mancato (oltre che un calciatore disilluso) che ha care le parole scritte, meno l’affetto dei parenti ai quali ruba tutto, anche la dignità, pur di ‘farsi’ ancora una volta. Nella vita pratica non riesce a staccarsi dall’orgasmica attrattiva dell’eroina, nei pensieri invece viaggia lontano e alto. Troppo alto per qualcuno che dipende così radicalmente da una sostanza stupefacente.
L’indagine del regista non va a fondo della questione e le riflessioni del protagonista, per quanto ben interpretate dall’attore Giuseppe Zeno, rimangono asettiche considerazioni di respiro universale ma di ben più piccolo sollievo. La retorica avvolge il film della più banale delle sentenze: è responsabilità dell’amore di salvare tutto e tutti. Se il film voleva prendere le distanze da illusioni facili e sogni troppo alti (così come sembra annunciare la prima parte dell’intreccio), cade proprio su ciò che vorrebbe evitare. E così i tossici – ‘malati’ ai quali sono negati i baci e le carezze dei bambini – rimangono in astinenza dall’eroina, ma anche, nuovamente, ‘a rota’ di una storia che sappia raccontare la loro vera tragedia quotidiana…
Versione: DvdRip – Qualità V:10 – A:10

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