El Campo

Pubblicato il 27 Dic 2012 in Drammatico

ElCampoUna giovane coppia e la loro figlia di poco più di un anno si trasferiscono in una piccola villa nella campagna argentina. La casa è molto decadente e da subito emerge un atteggiamento molto diverso nella coppia nel rapportarsi con quel nuovo ambiente. Mentre Santiago, il marito, è entusiasta e non vede l’ora di cominciare i lavori di restauro per trasformarla nella loro residenza estiva, la moglie Elisa è molto inquietata da quelle mura poco accoglienti, dai continui rumori e dagli spifferi onnipresenti, e inizia a convergere le sue paure in una morbosa attenzione nei confronti della piccola figlia Matilda.
Quando si guarda un film si è ormai talmente abituati a confrontarsi con case infestate e ghost stories, che la scelta di ambientare una storia in una villa decadente spersa in mezzo ai boschi ci pone già con un atteggiamento sulla difensiva. Fin dalle prime inquadrature, illuminate solo dalle luci della station wagon su cui viaggia la piccola famiglia alla ricerca di una casa nascosta dietro alla bruma della notte, El campo ci mette in attesa di quelle presenze inquietanti che sappiamo presto o tardi cominceranno a muovere le pareti o a spalancare porte cigolanti. Il regista Hernán Belón gioca volontariamente su questa tensione immaginaria, su questa paura suscitata per reazione naturale dalle atmosfere da romanzo gotico e da un’ambientazione da classico racconto del terrore. Ambigue vecchiette, oscure foreste, pareti scricchiolanti e perdite d’acqua che tolgono il sonno e la pace della giovane coppia con bambino.
Solo che, a poco a poco, da questo rigido catalogo di topoi sulla haunted house emerge lo spettro di un melodramma della coscienza, di un thriller psicologico che dà corpo non alle paranoie dei vari personaggi ma alle inquietudini sentimentali di un solo protagonista, alle sue paure legate alla dimensione ben più sottile e personale delle dinamiche degli affetti. Belòn si concentra soprattutto sul personaggio di Elisa e utilizza principalmente il filtro funereo e mesto del suo punto di vista per costruire un castello di tensione sopra alle fondamenta di un dramma da camera. Giocando efficacemente su nebbie, crepe e polveri, e virando la fotografia verso le tonalità grigio-scure, il regista argentino riesce a restituire la dimensione più oscura e spaventosa dei tormenti amorosi di Elisa, restituendo uno sguardo originale su di un matrimonio alla deriva.
In questo fra melodramma intimista e thriller soprannaturale, El campo diviene un curioso ibrido: una sorta di Scene da un matrimonio di Bergman concentrato nello spazio di una casa alla The Others di Amenábar. La formula non offre molto di più di questo e bisogna ammettere che il film conta su pochi momenti narrativamente forti per tenere alta la tensione drammatica o ansiogena di ambedue i generi. Ma resta un’opera prima interessante, un’efficace quanto rara giustapposizione fra la classicità della pellicola di genere e il modernismo del film d’autore…

 

Versione: DvdRip – Qualità V:10 – A:10
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