Cenci In Cina

Pubblicato il 15 Lug 2013 in Commedia

CenciInCinaPrato, simbolo del made in Italy dell’industria tessile in tutto il mondo. Vittorio Pelagatti e Armando Giachetti sono i proprietari della Gobbotex, un’azienda fondata dai nonni nel dopoguerra che oggi naviga in cattive acque e rischia di affondare per una crisi economica inarrestabile. La situazione si complica quando fa il suo ingresso nell’Unione Industriali di Prato, un’imprenditrice dagli occhi a mandorla, pronta a tutto. La Signora Lì, infatti, acquista aziende in difficoltà per poi ripartirle e rivenderle e la Gobbotex è l’oggetto dei suoi desideri. Vittorio, playboy spendaccione ed eterno scansafatiche, e Armando, marito fedele e lavoratore instancabile, hanno bisogno di un piano per evitare la bancarotta e preservare il tesoro costruito dai nonni tanti anni prima. La soluzione sta proprio nel passato, nei “soldi di cuoio” che i nonni hanno messo da parte e poi nascosto per i momenti di difficoltà. Una caccia al tesoro, che passa per vecchi dipendenti, amanti perdute e ricordi misteriosi, ci accompagna verso un finale a sorpresa.
Cenci in Cina è un film che già dal titolo lascia presagire un’identità locale molto forte. Il regista, il cast, la troupe e persino la casa di produzione, creata per l’occasione da un gruppo di imprenditori tessili innamorati del cinema, sono tutti pratesi doc. Il film diventa una fotografia, a colori e in bianco in nero, di un luogo ben preciso, con la sua storia e la sua poesia. Uno spaccato di Prato lungo più di mezzo secolo. Il film viaggia su due binari temporali che si alternano, i continui flashback sulla fondazione della mitica Gobbotex a ritmo degli anni Cinquanta, portano l’impronta di Rodolfo Betti, memoria storica e artistica della città che ha collaborato alla sceneggiatura.
Scorrendo i nomi del cast, fatto di volti conosciuti grazie ai film di Pieraccioni e Ceccherini, si pensa immediatamente alla commedia toscana classica, ma in realtà, sotto la scorza della comicità, che resta solo accennata, c’è un tema fortemente attuale: l’avvento del made in Cina nell’industria nazionale, un tema che da economico diventa sociale, quando sfocia nell’integrazione di una comunità cinese ormai radicata a Prato, ma non solo, da diversi anni. La soluzione a tutto questo, proposta dal film, risulta di sicuro poco realistica e politicamente troppo corretta, ma apre spunti di riflessione importanti. Insomma più che far ridere e divertire, il film finisce per far pensare. Le gag divertenti sono poche, il Paci, una volta lasciate le seconde linee per recitare in primo piano, fa il Paci, rischiando di restare intrappolato nello stereotipo del toscanaccio condito di doppi sensi; Man Lo, la cinesina del Grande Fratello, laureata in regia cinematografica, si sposta per la prima volta davanti alla macchina da presa, mostrando che, per fare il grande salto per bucare lo schermo, la strada è lunga e in salita; da sottolineare, invece, l’ottima prova di Francesco Ciampi, artista di teatro protagonista della mitica Rivista delle Pagliette del Buzzi, che meriterebbe un po’ di spazio in più nel cinema nostrano.
Cenci in Cina è una pellicola locale che vuole provare a diventare nazionale. La sfida è ardua e solo il pubblico darà il verdetto finale, ma il film può già contare una vittoria: aver portato a termine un prodotto completamente made in Prato, la città dei cenci che si diverte, ormai molto spesso, a giocare col cinema. Che con Cenci in Cina si stia aprendo un nuovo filone toscano?…

 

Versione: Video: DvdRip – Audio: Ac3 – Qualità V:10 – A:10

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